Sunday, January 24, 2010

Plastic Smell In Carrot Juice



DALLA PARTE DELL'INCONSCIO

Marco Focchi

The theme of the conference this year is essentially political "means a part, draw a line, a marked on both sides of an afterlife.

School gets from the unconscious and falls with that, as an antagonist who refuses the unconscious, you do not accept the gap in the command it represents. It is thus a clear demarcation between psychoanalysis, which seeks to restore the rights of subjectivity, to re-translate the anxiety in contemporary logic of desire, to enter the maze of amorous overthrowing all that is in the existence of negligence and making show the value of agalma, and officials of normality, that view disagio soggettivo solo un disturbo di personalità, una disfunzionalità da riaggiustare per restituire non un soggetto, ma un subordinato reso conforme alle esigenze di produttività del mercato.

Mai come nella nostra epoca si è sentito parlare di un problema dei bambini iperattivi con disturbo d’attenzione. Se ne vede bene il motivo: la perdita d’autorevolezza delle relazioni, la crescita degli imperativi produttivi, la spinta narcisistica che fa dell’Io e della perfezione fisica un oggetto d’adorazione, contrastano infatti la naturale distrazione infantile che alimenta la fantasia, l’allegra fanciullesca possibilità di non cronometrare le proprie giornate, il piacere di perder tempo senza che questo diventi un capo d’imputazione. Conosciamo situazioni in cui la giornata del bambino è programmata dal momento del’attività sportiva, alla lezione di musica, a quella di lingua, in un crescendo senza tregua.

La società della misura onnivora, della valutazione superegoica, della contabilità totalizzante, toglie spazio alla vita, ingloba nella banalità di un benessere prescritto ogni deriva verso l’imprevedibile, ogni scintilla di un godimento sottratto al calcolo.


Vogliamo metterci dalla parte dell’inconscio per resistere a una deriva sociale che puntando sulla funzionalità, mette l’utile come supremo valore della vita.

Ma il nostro titolo ha anche un altro risvolto. Vuole indicare infatti che analista e analizzante sono dalla stessa parte dell’inconscio, che l’analista non ha chiuso i conti con l’inconscio, e che non si erige a figura di esperto di fronte a un utente che chiede soluzioni per sintomi interpretati meramente come disturbi.

Chi ha traversato l’esperienza di un’analisi sa il valore creativo insito nel sintomo, lo riconosce come segno di godimento, e non come granello di sabbia da eliminare per far girare alla perfezione un ingranaggio portato al massimo livello d’astrazione e di idealità.

Lacan sosteneva che l’interpretazione, lungi dal ridurre l’inconscio, piuttosto lo alimenta. L’analista is on the same side of the unconscious that the analysand. This means that its analysis continues, "lobbies with media," although he is not doing more sessions, but is no longer meeting his own analyst.


The experience of psychoanalysis

We must then consider that the analysis is an experience with an added dimension, not just a practice of psychotherapy. Of course it is possible to account, and the pass was designed exactly for this. But even if the device does not pass through the testimony, it is important to emphasize that psychoanalysis as such implies effects that go beyond the relief dalla sofferenza nevrotica o della restituzione di una vita possibile allo psicotico, e che coinvolgono il soggetto nella produzione del nuovo, che possono fargli fanno toccare limiti tra pensiero ed essere, tra linguaggio e pulsione, che non sono a portata di nessun altra esperienza.

I casi presentati in questa sezione del convegno potranno rendere conto degli effetti che non sono solo di terapia, e potranno rendere leggibile questo continente meno esplorato dalla letteratura tradizionale.


Lo psicoanalista-psicoanalizzante

Questo tema nuovo emerso nel dibattito recente dell’AMP merita di essere ripreso nel nostro Convegno perché è uno dei fattori trainanti nel rinnovamento della Scuola. Should be put at the center of the experience that the analyst has his own analysis and how they found it in their clinical work. In some contemporary guidelines

this aspect is flattened under the rubric of counter-transference, or the affectation of the way in which the analyst in the sessions, listen to himself rather than the patient.

For us, rather, it is the analyst's position in its asymmetry. On the one hand, the analyst occupies the position of appearance of the object, the other is the patient as a subject. But to occupy the position of object is not a semblance of an honorary title, a position achieved once and for all. Essa rimanda continuamente, in altro spazio che non è quello della seduta con il paziente, al compito interminabile di un lavoro sul proprio inconscio.

In questa sezione sarà dunque interessante esplorare i contraccolpi della pratica clinica e il loro rimando al rapporto dell’analista con il proprio inconscio.


Inconscio e sintomo

Se l’inconscio, nella sua natura linguistica, è luogo delle parvenze e dei fantasmi, il sintomo ha un punto irriducibile, che Lacan ha chiamato sinthome, che noi traduciamo sintoma. Nel momento in cui il soggetto supera il proprio conflitto nevrotico con il godimento, nel momento in cui vi consente, questo punto appare per quel che è: un segno di godimento che non è da interpretare, che non è da eliminare, e che è disponibile per un nuovo uso.

In questa sezione si tratterà di esplorare il nuovo binario della clinica, quello tra parvenze e sintoma, il cui programma è stato lanciato due anni fa a Buenos Aires da Jacques-Alain Miller, e sul quale dovremo lavorare ancora negli anni a venire.

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